LEGIONARIO ROMANO Grandi Guerrieri Moneta Argento 1$ Tuvalu 2010

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La prima moneta della nuova serie della Perth Mint "Grandi Guerrieri" (Great Warrior), in Argento puro 999 dedicata ai celebri legionari romani grazie ai quali si ebbe il grande successo militare della Repubblica e, in seguito, dell'Impero Romano. La legione romana, di cui i legionari facevano parte, è stata a lungo considerata un modello da seguire in efficienza militare e potenzialità tattica.

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Specifiche
Nazione Tuvalu
Anno 2010
Valore Facciale 1 Dollaro
Metallo Argento
Titolo (purezza) 999/1000
Peso (g) 31.1 (1 oncia)
Diametro (mm) 40.6
Qualità Proof (Fondo Specchio)
Tiratura (esemplari) 5.000
Certificato di Autenticità Si
Cofanetto Si
 
Dettagli

La legione romana era l'unita militare di base dell'esercito romano. Corrispondeva, grosso modo, alla divisione di un esercito odierno, e normalmente era stanziata in una provincia, di cui aveva la responsabilità della sicurezza e della difesa militare. Nella storia di Roma, l'esercito ha potuto contare su un massimo di 60 legioni all'apice della sua potenza, e su un minimo di 18 nel periodo di massima crisi. Nel passaggio dalla Repubblica all'Impero l'esercito, e con esso la struttura della legione, venne ristrutturato profondamente.

Nei periodi regio e repubblicano Roma non aveva un esercito permanente, ma in caso di guerra, tutti i cittadini di età compresa tra i diciasette ed i sessant’anni erano chiamati a difendere la patria, il che oltre ad essere un dovere era per loro anche un onore. Erano esclusi dall’esercito tutti quei romani che si erano macchiati di gravi colpe.

La formazione di base dell’esercito romano era costituita dalla legione, che era formata da fanti e cavalieri. La prima linea era costituita dai velites, giovani soldati armati di giavellotti ai quali spettava il compito di iniziare il combattimento. Seguiva quindi la fanteria suddivisa in tre differenti schiere: gli hastati, armati di lance e scudo per ripararsi dai colpi dell’avversario, i principes, ed infine i triarii, i soldati più anziani che intervenivano per ultimi nello scontro. Questi uomini erano divisi in coorti ed ogni coorte era divisa in manipoli, che a loro volta si suddividevano in centurie a capo delle quali era posto un centurione. Ai lati della fanteria erano dislocate due schiere di cavalieri composte ciascuna di centocinquanta uomini; ogni schiera era divisa in cinque torme di trenta uomini; ognuna di queste torme era suddivisa in tre decurie, ciascuna comandata da un decurione.

Le armi principali utilizzate dai legionari romani erano le fionde, il giavellotto, arma da lancio che poteva raggiungere una distanza di trenta metri, la lancia, il gladio, spada a doppio taglio micidiale negli scontri ravvicinati, lo scudo, la corazza e l’elmo. Per assediare le città nemiche, i romani facevano largo uso di macchine da guerra quali le torri d’assedio, strutture che consentivano ai soldati di raggiungere l’altezza delle mura cittadine per impegnare un combattimento ravvicinato con i difensori; le testuggini, ripari mobili in legno che consentivano ai legionari romani di portarsi senza danni il più vicino possibile alle mura nemiche; l’ariete, un grande palo di legno con una testa di ferro a forma di ariete che consentiva di aprire delle brecce nelle mura della città assediata; infine le catapulte, grandi macchine in grado di lanciare oltre le mura grossi proiettili di pietra o proiettili incendiari che arrecavano gravi danni alle strutture in legno all’interno delle città.

La serie "Grandi Guerrieri" è composta da quattro monete:

  • Legionario Romano (Roman Legionary)
  • Vichingo Norreno (Viking Norseman)
  • Cavaliere Medievale (Medieval Knight)
  • Samurai Giapponese (Japanese Samurai)
 
Design
Il rovescio propone un'immagine a colori di un legionario romano rappresentato nella tipica armatura a piastre d'epoca imperiale mentre impugna un gladio iberico, nello sfondo è presente un patio con delle colonne romane a capitello ionico a completare il design. A sinistra l'iscrizione "ROMAN LEGIONARY".
Sul diritto è raffigurato il profilo della regina Elisabetta II, opera di Raphael Maklouf, unitamente al valore nominale e alla data di emissione.

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