Perth Mint Australia

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CARRI ARMATI II Guerra Mondiale Tanks 5 Monete Argento 1$ Tuvalu 2010

Nuovo

Un nuovo set di monete esprime la potenza militare di cinque carri armati leggendari, che rispecchia in pieno la formidabile potenza di queste macchine. Sulle monete sono rappresentati: l'inglese A22 Churchill, il sovietico T-34, l'americano M4 Sherman, il giapponese Tipo 97 Chi-Ha, ed il terrificante tedesco V1 Tiger 1.

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Dalla nascita alla WWII
Il carro nasce nella WWI, la Prima Guerra Mondiale, per soddisfare un’esigenza precisa: oltrepassare le trincee nemiche e distruggere i reticolati di filo spinato. Questi erano i principali nemici del fante durante questa guerra. Infatti la WWI fu una guerra combattuta prevalentemente in trincea. Questo significa perdite elevatissime in termine di vite umane per conquistare pochi metri e ritrovarsi poi in un’altra trincea. Quindi il carro non doveva far altro che poter passare sopra le trincee, resistere ai colpi nemici e rispondere al fuoco. Gli inglesi per primi studiarono questo mezzo. Il risultato di questi primi studi fu il “Lincoln Mk1”, meglio conosciuto come Little Willie. Pesava 28 tonnellate, si muoveva a 6.4 Km/h, era armato con 4 mitragliatrici e due cannoni da 57 mm ed una corazza di circa 10 mm lo proteggeva. Fu usato per la prima volta in battaglia nel Settembre del 1916.

Curiosità
Il carro armato in lingua inglese si chiama “tank”. Infatti MBT (Main Battle Tank) significa carro armato da battaglia principale e lo si usa per indicare i carri di punta di un esercito. Ma “tank” vuol dire cisterna, che poco ha a che fare con un mezzo da guerra! Il fatto di chiamare i carri in questo modo risale alla WWI. Quando gli Inglesi sperimentavano questi nuovi mezzi sapevano di essere visti dagli aerei tedeschi che sorvolavano il loro paese e spiati dalle intercettazioni radio. Visto che i carri di allora erano abbastanza uniformi nelle linee e non esisteva la torretta gli inglesi per radio li chiamavano apposta “tank”. Così quando un radio-intercettatore tedesco mandava un aereo a controllare questi “tank”, il pilota vedeva questi mezzi dall’alto e li scambiava per cisterne dell’acqua o del carburante, ma mai per carri armati! Ecco perché ancora oggi il carro armato si indica con “tank”.

Dalla WWI alla WWII
Benché questo mezzo avesse dato ottimi risultati in battaglia, la sua importanza e la sua potenza non furono capite dalla maggior parte delle grandi potenze europee. Nazioni quali l’Inghilterra o la Francia vedevano nella fanteria l’arma più potente dei propri eserciti. Il carro doveva solo fornire appoggio laddove se ne presentava il bisogno. Questa era molto riduttivo per un mezzo dalle grandi potenzialità come questo.
I primi che capirono l’importanza di questa macchina da guerra furono i tedeschi. Con grande lungimiranza adattarono il loro esercito, le loro tattiche e strategie a questo mezzo creando una nuova teoria militare: la Blitzkrieg, la Guerra Lampo. Era questa una guerra da combattersi “in fretta”. La Germania sapeva di non aver speranze in una guerra statica, di logoramento come fu la WWI. Doveva conquistare i punti vitali del nemico più in fretta possibile. E il mezzo per mettere in pratica questa strategia era il carro armato. Nacquero così le terribili Panzerdivisionen, divisioni di soli carri. Ne comprendevano fino a 500. A queste si affiancarono le divisioni meccanizzate e le altrettanto temibili Panzergranadier. Queste erano divisioni di fanteria dove però i fanti erano imbarcati su APC –Armoured Personal Carrier, trasporto truppe corazzato. Nel caso specifico dei tedeschi gli APC erano dei mezzi semi-cingolati. Potevano quindi stare al passo dei veloci carri armati. Infatti, come dice la parola stessa, il perno attorno al quale ruota tutta la tattica della guerra lampo è la velocità e la rapidità d’attacco.

L’apice: la WWII
Durante la WWII, la Seconda Guerra Mondiale, si ebbe l’apice del carro armato. Gli alleati dovettero accettare a forza il fatto che questo mezzo era quello vincente. Un esempio pratico. Hitler conquistò la Polonia, uno stato grande quasi il doppio della Germania, in soli 23 giorni. Lo stesso si ripeté in Francia. In poco più di un anno le forze tedesche conquistarono quasi tuta l’Europa. Ultimo baluardo era L’Inghilterra, dove, guarda caso, i carri non potevano arrivarci. Veloci, con un potenziale distruttivo molto elevato e difficili da distruggere, i carri armati furono i protagonisti assoluti della guerra su terraferma. Certo i risultati conseguiti da Hitler in Europa non furono solo merito dei carri. La forza aerea e navale giocarono ruoli decisivi. Ma sulla terraferma quello che primeggiò fu l’AFV.
Capito l’errore di valutazione, gli alleati cominciarono a costruire carri più adatti alle nuove tattiche, carri non d’appoggio alla fanteria, ma appoggiati dalla fanteria. Eccellenti esempi furono il T-34 russo o l’americano M4 Sherman. Gli inglesi rimasero invece sulle loro vecchie e sorpassate teorie. Carri come il Matilda o il Churchill erano completamente surclassati dai carri tedeschi. Questo perché gli inglesi erano convinti che il carro servisse a sconfiggere la fanteria e montavano quindi cannoni di piccolo calibro, efficaci contro la fanteria ma totalmente inefficaci contro altri carri. Gli alleati furono però sempre inferiori ai tedeschi nella progettazione, costruzione e soprattutto utilizzo di questi mezzi. I carri tedeschi erano infatti migliori come progetto, sempre all’avanguardia come tecnologia usata e come concetti; migliori come costruzione nel senso pratico del termine, erano assemblati, saldati, ecc. con tecniche migliori; erano infine utilizzati meglio sul campo di battaglia da generali che vedevano nel carro la migliore arma e la usavano di conseguenza. Fatte queste considerazioni, gli alleati, per sconfiggere i nazisti, decisero di seguire la linea della quantità al posto della qualità. Infatti un combattimento uno-contro-uno tra il miglior carro alleato e il miglior carro tedesco non dava speranze al mezzo alleato. Ma anche un carro medio tedesco non dava scampo ad un carro alleato tra i migliori. Ad esempio, per distruggere un Tigre tedesco servivano tre Sherman americani, data l’enorme disparità di potenza e corazzatura fra i due carri. Si aumentò a dismisura la produzione di questi mezzi fino a quadruplicare quella tedesca. Se in un mese la Germania produceva 1.000 carri, gli USA e la Russia ne producevano rispettivamente 3.000 e 2.000. Era questo l’unico modo di sconfiggere le Panzerdivisionen.

  • NazioneTuvalu
  • Anno2010
  • Valore Facciale1 Dollaro
  • MetalloArgento
  • Titolo (purezza)999/1000
  • Peso (g)31.1 (1 oncia)
  • Diametro (mm)40.6
  • QualitàProof (Fondo Specchio)
  • Tiratura (esemplari)1.500
  • Certificato di AutenticitàSi
  • CofanettoSi
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Ogni moneta, a corso legale nell'isola di Tuvalu, contiene un'oncia di argento puro 999 e raffigura sul diritto il profilo della regina Elisabetta II, opera di Raphael Maklouf, unitamente al valore nominale e alla data di emissione.
Il rovescio propone un'immagine a colori che rappresenta i cinque più famosi carri armati della seconda guerra mondiale. Il design comprende anche la 'P' simbolo della zecca di Perth.