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ULTIMA CENA Leonardo Da Vinci Giants of Art Set 7 Monete Argento 5$ Niue 2012

Nuovo

La moneta "L'Ultima Cena", della serie "Giants of Art" (Giganti dell'Arte), è rigorosamente limitata a soli 750 esemplari. La moneta centrale con l'immagine di Gesù Cristo è numerata singolarmente. Tutte le monete sono di altissima qualità Proof. Il peso è di 700 g. e le dimensioni dell'intero set sono 118 x 367,5 millimetri. Ciò significa che questa è la più ampia moneta commemorativa del mondo!

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L'opera di Leonardo Da Vinci
L'Ultima cena (detta anche il Cenacolo) è un dipinto di Leonardo da Vinci eseguito per il suo patrono, il duca di Milano Lodovico Sforza. Rappresenta la scena dell'ultima cena di Gesù; il dipinto si basa sul Vangelo di Giovanni 13:21, nel quale Gesù annuncia che verrà tradito da uno dei suoi discepoli.
L'opera misura 4,6 × 8,8 m e si trova nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano. Leonardo iniziò a lavorarvi nel 1495 e la completò nel 1498, come testimoniato da Luca Pacioli che in data 4 febbraio di quell'anno ne parla come di un'opera compiuta.
Come è noto, non si tratta di un affresco, in quanto Leonardo non ha mai realizzato affreschi nel senso esatto del termine. L'affresco è caratterizzato da una pittura stesa su uno strato di intonaco ancora fresco dove, a seguito del fenomeno di carbonatazione, il pigmento della pittura diventa parte dell'intonaco stesso garantendo una grande resistenza alla pittura. Leonardo, invece, a causa dei suoi lunghi tempi realizzativi e delle frequenti correzioni in vista del risultato finale, non "affrescava", metodo che richiede grande rapidità di esecuzione. Prediligeva invece dipingere su muro come dipingeva su tavola; i recenti restauri hanno permesso di appurare che l'artista usò una tempera grassa a base di olio di lino e di uovo stesa su un duplice strato di intonaco. La tecnica impiegata e l'uso di materiali organici, però, determinò ben presto un degrado dell'opera già citato dal Vasari nelle Vite. Stupisce nel Cenacolo la presenza di dettagli molto precisi visibili solo da distanza ravvicinata e non individuabili dallo spettatore comune.

L'interpretazione secondo lo scrittore Dan Brown
Una diversa lettura del dipinto è richiamata dal popolare romanzo giallo Il codice da Vinci dello scrittore Dan Brown. Secondo tale ipotesi, che vuole dare un significato esoterico al dipinto, il discepolo alla destra di Gesù Cristo sarebbe da interpretare, complici i tratti femminei del volto, come una donna, con cui Leonardo avrebbe voluto rappresentare Maria Maddalena. Nella narrazione alcuni particolari dell'affresco, quali l'opposta colorazione degli abiti di Gesù e della presunta Maria Maddalena, l'assenza dell'unico calice citato nel Nuovo Testamento (tutti i commensali, compreso Gesù Cristo, hanno un piccolo bicchiere di vetro senza stelo), la mano posata sul collo della presunta donna come per tagliarle la gola e infine la presenza di un braccio con la mano che impugna un coltello e che si dice non appartenga ad alcun soggetto ritratto nel quadro, sono utilizzati per cercare di dimostrare che Maria Maddalena fosse la possibile amante di Gesù, un'ipotesi respinta dalla Chiesa, in quanto sminuente della divinità di Gesù.

  • NazioneNiue
  • Anno2012
  • Valore Facciale5 Dollari
  • MetalloArgento
  • Titolo (purezza)999/1000
  • Peso (g)700
  • Dimensioni (mm)367.5 x 118
  • QualitàProof (Fondo Specchio)
  • Tiratura (esemplari)750
  • Certificato di AutenticitàSi
  • CofanettoSi
  • Set (pezzi)7
Ora la grande opera di Leonardo da Vinci "L'ultima cena" è rappresentata da un insieme prezioso di sette monete in argento puro 999. Il retro di ogni moneta mostra una sezione completa scelta con cura. Allineate una accanto all'altra, le sette monete mostrano tutta la scena dell'Ultima Cena. Lo stato dell'arte della tecnologia "Restored Colour Application", permette di riprodurre in modo autentico l'intensità del colore originale - come deve essere stato più di 500 anni fa - come usato da Da Vinci. Allo stesso tempo, la tecnologia tiene conto della condizione attuale del dipinto, producendo una correttezza unica di vita che unisce passato e presente.