Oceania Sud Pacifico

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CROCIATA 1 Goffredo Di Buglione Moneta Argento 5$ Cook Islands 2009

Nuovo

La moneta dedicata alla prima crociata, in argento 925, appartenente alla serie "History of the Crusades". La prima crociata fu indetta il 27 novembre 1095 dal papa Urbano II, il giorno prima della fine dei lavori del Concilio di Clermont (18-28 novembre 1095).

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LA PRIMA CROCIATA
Durante l'XI secolo si era manifestata una serie di fenomeni positivi per l'Occidente europeo, che avevano permesso la presa di coscienza di una rinnovata forza: lo slancio demografico, la ritrovata mobilità sociale.
Inoltre le fortunate campagne militari contro i mori in Spagna ed in Sicilia, la riappropriazione dello spazio mediterraneo da parte delle città marinare italiane, provenzali e catalane, erano stati tutti esempi per la futura crociata.
Nonostante ciò non si deve pensare a una pianificazione a tavolino della "crociata" (nome che compare solo dal XIII secolo), poiché sembra che il movimento nacque quasi per caso, con effetti che nessuno poteva all'epoca calcolare. Non esistendo il concetto di "guerra santa" nel Cristianesimo, le spedizioni erano ritenute giuste poiché di difesa e rappresentarono un'originale fusione tra guerra e pellegrinaggio (i crociati avevano infatti gli stessi privilegi spirituali dei pellegrini). La disciplina che più da vicino fece da modello alla "crociata" fu quella stabilita da papa Alessandro II per la spedizione in Aragona contro i mori del 1063. In quell'occasione il pontefice aveva concesso ai cristiani di portare in battaglia il vessillo di San Pietro, una bandiera con carattere sia di benedizione sacrale che di investitura giuridica feudale. Con la vittoria e le gloriose cronache dell'epoca, arricchite di miracoli e di gesta epica in uno scontro tra "Vizio" e "Virtù", si iniziò a concepire la guerra agli "infedeli" come spiritualmente meritoria.
La zona di Gerusalemme era finita oggetto della lotta fra Bizantini, Arabi e Turchi. Sotto la sovranità araba non si erano verificati incidenti di sorta fra musulmani e cristiani (nasrani in arabo), a parte sotto il sovrano fatimide d'Egitto al-Hakim, all'inizio del XI secolo, sebbene i cristiani fossero ridotti in una posizione servile. La città di Antiochia era caduta nel 1085 grazie al vittorioso assedio dei turchi selgiuchidi. La componente selgiuchide che si sarebbe autodefinita "di Rūm", cioè "romea", "dell'area bizantina", era arrivata a insediarsi a Nicea, attuale Iznik. Praticamente l'Asia minore era stata conquistata. Di fronte a questo crescente pericolo proveniente da oriente, l'Impero bizantino fu indotto a rivolgersi per cercare aiuto all'Occidente latino. È ciò che per l'appunto fece l'imperatore bizantino Alessio I Comneno.
I turchi selgiuchidi avevano preso a vessare le carovane dei pellegrini cristiani d'oriente e d'occidente che da secoli si recavano a Gerusalemme in pellegrinaggio. Si parlò di rapine, sequestri, uccisioni, stupri di pellegrini che iniziarono così a viaggiare sotto la scorta di piccoli gruppi armati, ma al di là di questo, era la montante potenza selgiuchide a terrorizzare il mondo cristiano che, dopo la disastrosa disfatta di Romano IV Diogene a Manzicerta, temeva che si stesse profilando un terribile cataclisma anche per la Cristianità latina e che l'Impero selgiuchide avrebbe potuto conseguire la conquista islamica dell'Europa.
L'imperatore bizantino Alessio Comneno chiese aiuto al conte di Fiandra tramite una lettera. Questa circostanza tornò a favore di Papa Urbano II, il quale, secondo il cronista Bernoldo di Costanza, avrebbe fatto riferimento all'aiuto da portare ai Cristiani d'Oriente nel concilio di Piacenza, precedente l'accorato appello finale di Clermont.
Ricordiamo che nel 1054 la tradizionale estraneità tra la Chiesa occidentale che faceva riferimento al Papa e la Chiesa orientale che faceva riferimento al Patriarca di Costantinopoli era sfociata in uno scisma. Il motivo è la disputa del "filioque", in realtà è un braccio di ferro fra i due vescovi che si contendono il primato.
Quindi, anche se fu l'imperatore bizantino a domandare aiuto, l'appello di Urbano II fu fatto ufficialmente per salvare i Cristiani d'Oriente dalla loro situazione drammatica. Quando Papa Urbano II indisse un pellegrinaggio armato al concilio di Clermont (1095) nessuno pronunciò la parola "crociata". Lo scopo era l'arrivo di una massa di pellegrini nei luoghi santi della Cristianità.
Nel progetto di Papa Urbano II, aiutando Alessio Comneno a ristabilire la sua autorità, sul lungo periodo, avrebbe posto le basi per una riconciliazione e riunificazione tra la Chiesa d'Occidente e quella d'Oriente nella lotta contro gli infedeli.
Il tentativo fallì sin dalla Prima crociata. Innanzitutto, la prima risposta da parte dei fedeli la si ebbe con la cosiddetta Crociata dei Pezzenti: spedizione assolutamente improvvisata da parte di contadini provenienti soprattutto dall'Auvergne, animati da predicatori come Pietro l'eremita. A queste spedizioni fecero da preludio numerosi eccidi di israeliti, che si cercò di convertire a forza al Cristianesimo, anche se non è escluso che si intendesse in tal modo evitare la restituzioni di debiti contratti in precedenza.
Vale comunque la pena ricordare che a tali azioni furono estranei l'aristocrazia e il clero che, anzi, spesso offrì rifugio agli ebrei perseguitati. Data l'impreparazione militare di questi volontari, questi - giunti dopo innumerevoli peripezie in Anatolia - si gettarono a corpo morto in battaglia sui Turchi Selgiuchidi presso Nicea e vennero sterminati.
Con la crociata detta "dei nobili", guidata fra gli altri da Goffredo di Buglione, i territori che si era promesso di restituire ad Alessio Comneno non vennero mai restituiti. Fin dal loro arrivo a Gerusalemme nel 1099, dopo aver proceduto ad un massacro dei musulmani che abitavano la città, i Crociati si ritagliarono uno stato, di cui venne eletto capo Goffredo di Buglione, probabilmente a causa del suo trascurabile rilievo rispetto a Raimondo IV di Tolosa.

  • NazioneCook Islands
  • Anno2009
  • Valore Facciale5 Dollari
  • MetalloArgento
  • Titolo (purezza)925/1000
  • Peso (g)25
  • Diametro (mm)38.61
  • QualitàFinitura Antica
  • Tiratura (esemplari)1.000
  • Certificato di AutenticitàSi
  • CofanettoNo
Sulla faccia, in primo piano, è presente Goffredo di Bullione con il suo esercito, rappresentato con un altissimo livello di dettaglio.
Sul retro, comune per tutte le monete della serie, è presente l'effigie della Regina Elisabetta II ed un'immagine stilizzata che rappresenta le Crociate.