Europa

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FONTANA DI TREVI Set 15 Monete Argento 1 Kg Kilo 100D Andorra 2013

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La Fontana di Trevi è la più bella e famosa fontana di Roma, viene riprodotta interamente su questa eccezionale opera numismatica "DOMINO" composta da ben 15 monete in Argento 999 del peso complessivo di 1 Kg ed emessa sotto l'autorità di Andorra.

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La Fontana di Trevi
La fontana di Trevi è certamente la più scenografica e la più nota tra le fontane di Roma e costituisce la mostra dell'Acqua Vergine, l'acquedotto che Marco Vipsanio Agrippa condusse a Roma nel 19 a.C. per alimentare le sue Terme. In quella che sarà poi l'odierna piazza di Trevi, Agrippa posizionò una delle fontane minori dell'acquedotto, costituita da tre vasche di raccolta, affiancate e addossate ad un edificio. In un periodo non precisato, ma comunque dall'VIII secolo in poi, come documentato da un antico itinerario romano dell'epoca, l'acquedotto subì un'interruzione e la "fontana minore" divenne la fontana terminale dell'Acquedotto Vergine.
Le tre vaschette rimasero così fino al 1453, allorché Niccolò V diede incarico a Leon Battista Alberti di restaurare la fonte: in questa occasione furono tolte le tre vasche e sostituite con un unico vascone, pur lasciando le tre grosse bocche d'acqua.
Dei tre getti d'acqua quello centrale era costituito da un vaso con tre protomi leonine, che gettavano l'acqua nell'ampia vasca sottostante. La fontana iniziò a chiamarsi "di Trejo" perché situata nella località detta "dello Trejo", in riferimento al Trivio (cioè l'incrocio di tre vie) che corrispondeva all'attuale piazza dei Crociferi: il passo da "Trejo" a "Trevi" fu breve.
La fontana iniziò a prender corpo con Urbano VIII (1623-44), il quale decise di sostituirla con una fontana grandiosa e di questa opera incaricò il Bernini. Questi presentò diversi progetti, tutti complicati e costosissimi tant'è che entrambi morirono senza che la fontana fosse stata ultimata: in quel periodo era soltanto un grosso lavatore con un vascone dinanzi e niente più.
Più di un secolo dopo anche papa Clemente XII (1730-1740) volle sostituire la fontana con un'altra monumentale e, a tale scopo, invitò i migliori artisti dell'epoca a presentare i progetti. Tra tutti i bozzetti inviati fu scelto quello del romano Nicola Salvi, di evidente ispirazione berniniana. I lavori, iniziati nel 1735, proseguirono durante il pontificato di Benedetto XIV e si conclusero con Clemente XIII, il quale inaugurò la fontana il 22 maggio 1762, anche se il Salvi, morto prematuramente, non riuscì ad ultimare l'opera, che invece fu portata a termine da Giuseppe Pannini.
La grandefontana copre tutto il lato minore di palazzo Poli per una larghezza di 20 metri su 26 di altezza. Il prospetto è costituito da un grande nicchione centrale con la calotta a cassettoni, fiancheggiato da un ordine di quattro colonne corinzie che sorreggono un grandioso attico sovrastato dallo stemma di Clemente XII e coronato da una balaustra con quattro statue che simboleggiano le quattro stagioni.
Dall'interno del nicchione centrale si erge imponente la statua di Oceano sopra un carro a forma di conchiglia, trainato da due cavalli marini, uno placido e l'altro agitato, a simboleggiare i due aspetti del mare e guidati da altrettanti tritoni. Ai lati del nicchione centrale vi sono due nicchie laterali, nelle quali vi sono collocate due statue raffiguranti l'Abbondanza (a sinistra) e la Salubrità (a destra), sormontate da due bassorilievi raffiguranti, rispettivamente, uno la leggenda di Agrippa che approva il progetto dell'acquedotto e l'altro la vergine romana che indica ai soldati assetati le sorgenti dell'acqua.
La fontana si conclude con la grande scogliera che si allarga fino a coprire la base del palazzo e si immerge nella grande vasca a bordi rialzati che simboleggia il mare. Fra le leggende che si narrano sulla celebre fontana di Trevi la più nota certamente è quella secondo la quale colui che getta una moneta nella fontana, rigorosamente di spalle, farà ritorno a Roma. Ma parimenti degna di nota è anche la leggenda legata al grosso vaso posto sul lato destro della fontana e soprannominato "asso di coppe", per la sua somiglianza con l'omonima carta di gioco, secondo la quale lo stesso Salvi lo abbia fatto collocare in quel punto affinché un barbiere, che lo disturbava con le sue continue critiche, non potesse più vedere i lavori.

  • NazioneAndorra
  • Anno2013
  • Valore Facciale100 Denari
  • MetalloArgento
  • Titolo (purezza)999/1000
  • Peso (g)1000 (1 Kg)
  • Dimensioni (mm)157.5 x 268
  • QualitàProof (Fondo Specchio)
  • Tiratura (esemplari)250
  • Certificato di AutenticitàSi
  • CofanettoSi
  • Set (pezzi)15

Viene presentata la Fontana di Trevi costruita tra il 1732 e il 176 secondo il disegno di Nicola Salvi. L'opera si compone di ben 15 monete di due differenti formati: 52,5 x 50 mm (12x) e 52,5 x 68 mm (3x). Ogni moneta, a corso legale nella Repubblica di Andorra, raffigura sul diritto l'emblema di Stato unitamente al valore nominale e alla data di emissione. Prevista una tiratura estremamente limitata a 250 esemplari in tutto il mondo.